Il Rischio della Recidiva: quando l’Incubo Ritorna

Fotografie di Teresa Manna

Qual è la reazione quando ci si sente dire “Lei ha il tumore al seno per la seconda volta?”

Certamente non si può far finta di niente: una diagnosi di recidiva del tumore al seno provoca reazioni molto differenti da quelle della prima diagnosi.

La recidiva fa saltare l’equilibrio raggiunto dopo tanta fatica e ti senti come se la malattia continuasse a perseguitarti.

Di colpo la tua mente ripercorre tutto il periodo della prima diagnosi.

La diagnosi di tumore al seno causa uno stato confusionale e genera una profonda crisi.

Impieghi del tempo per interiorizzare e metabolizzare la notizia. La paura ti assale e fa da padrona, gestisce il tuo corpo e la tua mente. È lei che comanda e ha il potere su di te.

Hai paura dell’intervento, delle visite, delle terapie e delle cure che devi affrontare.

I 5 anni di controlli continui, in cui devi fare le terapie e le cure, sono interminabili. Il tempo sembra fermarsi.

Piano piano rielabori l’accaduto, prendi familiarità con le cure, con le terapie, con i controlli, con le persone che si prendono cura di te. Diventa un appuntamento, talvolta anche piacevole, recarsi da loro ogni 3/6/12 mesi per controllare e prevenire. Realizzi che è grazie a queste persone che puoi continuare a vivere e ti affidi a loro per riprenderti la tua vita.

Raggiungi un equilibrio psicologico ed emotivo. Segui alla lettera tutto ciò che ti viene prescritto perché il tuo unico obiettivo è guarire e sconfiggere il tumore al seno.

Quando hai superato i 5 anni, dopo aver sconfitto il tumore, ti senti come una sopravvissuta e vivi questa vittoria come una seconda possibilità che la vita ti ha donato.

Tumore al seno una seconda volta: il rischio della recidiva

Sai dell’importanza di adottare corretti stili di vita che non permettono alle cellule tumorali di riprodursi.

Continui a seguire gli accorgimenti che ti sono stati consigliati per la prevenzione primaria del tumore:

  • Segui un regime alimentare ricco di frutta, verdura, pesce e povero di carne rossa e limiti il consumo di alcool
  • Mantieni il peso forma
  • Dedichi il tuo tempo libero all’attività fisica.

Questo perché non esistono strategie che annullano il rischio di incorrere in recidive né si può sapere se e quando le cellule tumorali sopravvissute ai trattamenti daranno vita a nuove recidive. Le terapie eseguite dopo l’intervento chirurgico hanno come scopo quello di ridurre la probabilità che il tumore ritorni.

Le recidive si distinguono in:

  • locali insorgono nella medesima area del primo tumore (nella cicatrice, nella pelle vicino al seno, nel tessuto mammario rimasto dopo l’intervento)
  • regionali insorgono nelle aree vicino alla sede originaria (il muscolo pettorale, i lindo noduli del collo, della clavicola e dell’ascella)
  • a distanza sono quelle che compaiono in altri organi.

Talvolta tutti gli accorgimenti per la prevenzione non servono  e quello che non vorremmo mai sentire è: “Signora, lei ha una recidiva”.

Con la notizia di avere il tumore al seno per la seconda volta il mondo ti cade addosso e vivi il tutto con più pesantezza rispetto alla prima volta: ora sei consapevole di quello che sarà il tuo percorso e ti sembra di non avere la forza e il coraggio per affrontare la malattia perché hai speso tutte le energie e la speranza nella tua prima esperienza.

Inizi a porti una serie di domande:

  • Per quale motivo di nuovo a me?
  • Che ho fatto di male per meritarmi il tumore per la seconda volta?
  • Perché non me ne sono accorta?
  • L’oncologo perché non mi ha detto che sarebbe potuto ripresentarsi e perché non mi ha curato bene?
  • Qualche volta non ho seguito una corretta alimentazione, per questo si è riprodotto?
  • Ho dedicato poco tempo all’attività fisica?
  • La vita questa volta mi darà una seconda opportunità?
  • Ho mancato in qualcosa, per questo ho fallito?

Tutte domande poco utili che non ti permettono di affrontare la nuova situazione con lucidità e tranquillità.

Come reagire quando il tumore ritorna

Non sei colpevole se è ricomparso il tumore.

Non hai fallito. La recidiva non dipende solo dallo stile di vita che hai condotto al fine di prevenirlo.

Le cause dell’insorgenza del tumore al seno per la seconda volta sono molteplici.

Le probabilità di una recidiva per una donna che ha già avuto un tumore al seno sono molto alte, il corpo ha immagazzinato delle tossine dalle cure fatte in precedenza (radioterapia e chemioterapia) e inoltre il fisico ha basse difese immunitarie.

Non vivere la seconda diagnosi di tumore al seno come un fallimento. Questo è un altro capitolo della tua vita, differente dal primo. Nel primo capitolo hai combattuto, sconfitto il tumore e sei guarita.

Con la recidiva ti trovi di fronte ad una nuova battaglia da combattere, fai tesoro dell’esperienza precedente ed affronta con coraggio e determinazione questo nuova fase.

Con l’esperienza precedente, sei consapevole di quello che ti aspetta e che dovrai affrontare. Ti sarà di grande aiuto sapere a cosa vai incontro e come comportarti in questa nuova situazione.

Non avere paura di non farcela. Focalizza la tua mente su ciò che ti è stato utile per superare il tumore la prima volta.

Impara a porti le giuste domande per prenderti quest’altra possibilità che la vita ti sta dando.

Le domande utili da porti sono:

  • Come posso affrontare diversamente la malattia, assumendo un atteggiamento proattivo?
  • Quali cure posso fare che prima non ho fatto?
  • Cosa posso fare per seguire un corretto stile di vita, fare attività fisica e non abbassare la guardia?
  • A chi posso rivolgermi per essere supportata e aiutata?

Nel  momento in cui ti viene diagnosticato il tumore al seno per la seconda volta oltre alla paura uno dei sentimenti preminenti è la rabbia.

La rabbia è normale ed è giusto che tu sia arrabbiata. Dai sfogo alla tua rabbia: urla e piangi.

Una volta scoperto di avere il tumore per la seconda volta è normale essere arrabbiate. Ma è controproducente rimanere arrabbiate per molto tempo. Sta a te scegliere se stare ferma, aspettare e sopravvivere con rabbia, o guardare al futuro e vivere con forza e determinazione.

Se impari a familiarizzare con la rabbia e a canalizzarla, puoi utilizzarla per renderla vantaggiosa. Puoi farla diventare grinta, reazione e spinta vitale.

Di seguito ti indico 3 tecniche per imparare a riconoscere e a canalizzare la rabbia.

  1. Dedica il tuo tempo libero all’attività fisica: svolgere attività fisica fa bene al corpo, in quanto aumenta le difese immunitarie, rilassa, fortifica le articolazioni e la muscolatura. Fa bene anche alla mente perché diminuisce lo stress e agisce positivamente sull’umore.
  2. Scrivi un diario: annota tutte le situazioni in cui ti arrabbi. Descrivi chi ti fa arrabbiare, in quale situazione, dove ti trovi, che cosa stai facendo, che emozioni ti provoca, quali sensazioni fisiche provi e che pensieri produce. Fai passare del tempo, rileggi il tuo diario e nota quali situazioni o persone fomentano la rabbia.
  3. Ritaglia del tempo da dedicare a te stessa con uno specialista, uno psicologo o un life coach con cui parlare, esternare la tua paura, la tua rabbia, con cui ti sentirai libera di esprimerti, senza sentirti giudicata. Uno specialista che ti aiuterà ad elaborare il momento in modo differente e a ricercare nuovi atteggiamenti e modalità di pensiero.

Scoprirai che la vita ti regalerà un’altra opportunità.

Ho pensato di raccogliere 6+1 strategie che ho utilizzato per affrontare la paura del tumore al seno e di condividerle con te.

Così come hanno funzionato con me, sono sicura che possono essere ti aiuto anche a te per superare la paura.

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