Prima visita oncologica: come affrontarla con serenità

Sono stata operata il 21/11/2012 di quadrantectomia QSE del seno sinistro con LSN per escissione di un carcinoma duttale infiltrante G2 di 14 mm.

Quando nel mese di Gennaio del 2013 ho ritirato i risultati dell’esame istologico e quelli dell’amplificazione genica HER – 2/neu in FISH (Flourescence In Situ Hybridization) sono andata nel panico totale.

Su indicazione del senologo mi sono recata dal suo oncologo di fiducia.

La mia battaglia contro il tumore non è iniziata in sala operatoria ma durante la mia prima visita oncologica.

Visita oncologica al seno: in cosa consiste?

È stato durante la prima visita oncologica al seno che ho dato un’identità al mio tumore.

La visita oncologica al seno consiste proprio in questo, nel diagnosticare la tua patologia tumorale grazie agli esiti degli esami a cui già sei stata sottoposta e nello stabilire la giusta strategia per fronteggiare il tumore.

Su indicazione del senologo mi sono recata dal suo oncologo di fiducia.

Durante la prima visita oncologica si decide il tipo di terapie che dovrai affrontare, a quali esami diagnostici dovrai sottoporti, con quale cadenza e come modificare il tuo stile di vita.

Grazie all’incontro con l’oncologo scoprirai cose a te completamente sconosciute.

Scoprirai l’esistenza di cure di cui non ne sapevi l’esistenza, scoprirai che l’insorgere del tumore è strettamente correlato ad alcune abitudini sbagliate legate al tuo stile di vita, quali la sedentarietà, lo stress, ed una cattiva alimentazione.

Scoprirai quali possono essere stati i fattori di rischio che possono aver causato il tuo tumore, quali ad esempio il fumo e l’esposizione ad agenti carcinogeni.

La mia prima visita oncologica

Quando ho fatto la mia prima visita oncologica ero carica negativamente, ero molto ansiosa, non ero serena e non avevo la giusta lucidità per porre le giuste domande al mio oncologo.

Non ero a conoscenza del fatto che oltre alla chemioterapia esistessero anche la radioterapia e l’ormonoterapia. Per questo motivo la mia mente ha iniziato a produrre una serie di pensieri negativi, uno fra tutti mi immaginavo senza capelli e pensavo a come realizzare una parrucca con i miei stessi capelli.

Non sapevo che la cura a cui sarei stata sottoposta dipendeva principalmente dalla natura del mio tumore.

Mi sono autosabotata, mi sono ulteriormente fatta del male e la mia paura del tumore al seno aumentava sempre di più.

Ti consiglio di prepararti alla tua prima visita oncologica con serenità, con spirito positivo.

Mantieni la giusta lucidità per porre una serie di domande che possono esserti di aiuto ad acquistare familiarità con la malattia.

Solo familiarizzando col tumore puoi combattere e sconfiggere il nemico ed uscirne vittoriosa.

Incontrare per la prima volta l’oncologo

Ricordo, quando nel Gennaio 2013, ho incontrato per la prima volta il mio oncologo.

Dopo il senologo, in ordine d’importanza (non perché gli altri lo siano di meno), nella mia mente c’era l’oncologo.

Era lui, per me, che insieme al senologo avrebbe dovuto usare tutto il suo sapere, tutta la sua esperienza, per darmi la polverina magica e usare la sua arma segreta e salvarmi.

Lo immaginavo come un mago, con il suo mantello azzurro, il suo cappello dorato, la sua bacchetta dai mille poteri, pronto a salvarmi.

Ho avuto la fortuna di trovare uno specialista ed un professionista preparato, dal grande cuore e dalla grande umanità.

Quando ti viene diagnosticato un tumore, oltre a trovare specialisti in gamba e preparati, è fondamentale, trovare dentro quel camice bianco, uomini in grado di comunicare efficacemente con il paziente ed in grado di stabilire un rapporto medico/paziente basato sulla fiducia e su una forte empatia.

Ricordo che a quel primo incontro andai in compagnia della mia amica d’infanzia.

Avevo una serie di domande da porre, ma per la mia poca lucidità mentale, le ho poste in modo confuso, senza un senso. La troppa paura delle risposte che mi avrebbe dato l’oncologo non mi ha permesso di ricordarmele e di affrontare tutto con serenità.

Quando ti dovrai sottoporre alla tua prima visita oncologica, pensa all’oncologo come ad un tuo alleato. Fidati e affidati a lui.

Il mio oncologo, mi ha trasmesso sin dall’inizio tanta tranquillità, è stato sempre pronto a spiegarmi tutto quello che avrei dovuto fare, tutti i medicinali che avrei dovuto assumere, tutte le visite e tutti gli esami che avrei dovuto fare.

Nei momenti di maggiore panico, ha saputo ascoltarmi, dirmi una parola di conforto e trasmettermi tanta tranquillità.

Le domande da sottoporre all’oncologo

Prima di andare alla visita, preparati una lista di domande da porre all’oncologo. Di seguito trovi alcune domande che puoi utilizzare come riferimento:

  • Di che natura è il mio tumore?
  • Di che grandezza è il mio tumore?
  • Di che grado è il mio tumore?
  • Dov’è localizzato il mio tumore?
  • Il mio tumore è metastatizzato?
  • Quali esami diagnostici dovrò fare e con quale cadenza?
  • Posso utilizzare il braccio del seno operato? Che utilizzo ne posso fare?
  • Che tipo di terapia dovrò fare?
  • Quanto tempo dura la terapia ormonale?
  • Quali effetti collaterali procura la terapia ormonale?
  • In caso di intolleranza alla cura ormonale posso cambiare compressa?
  • Le mestruazioni saranno bloccate? Per quanto tempo? Per quale motivo è utile bloccarle?
  • La cura ormonale avrà ripercussioni sulla mia vita di coppia?
  • Quante radioterapie dovrò fare?
  • Quali effetti collaterali procura la radioterapia?
  • Nel punto in cui farò la radioterapia la pelle si brucerà? In questo caso quale crema dovrò utilizzare?
  • Nel periodo in cui mi sottopongo alla radioterapia posso espormi ai raggi solari?
  • Per quanto tempo mi posso esporre, devo fare uso di creme solari protettive?
  • Posso andare al mare, per quanto tempo posso stare sulla spiaggia?
  • Quante chemioterapie dovrò fare?
  • Quali effetti collaterali procura la chemioterapia?
  • Perderò i capelli? Le unghie si indeboliranno?
  • La mia pelle, sottoposta alle diverse cure, può subire delle mutazioni?
  • Le terapie avranno conseguenze sulla mia vita di coppia e nella sfera sessuale?
  • Al termine delle cure potrò avere nuove gravidanze? Che effetti le cure possono avere sull’embrione?
  • Al termine dei 5 anni, dovrò continuare la cura ormonale e per quanto tempo?
  • Quante probabilità ho di guarigione dopo le terapie?
  • Posso continuare ad assumere i farmaci abituali?
  • Posso fare cure omeopatiche?
  • Otterrò benefici dalle terapie?
  • In quale struttura mi posso rivolgere, nella mia città, per usufruire delle cure ed esami diagnostici?
  • Le terapie per il mio tipo di tumore già sono state sperimentate su altre donne?
  • Dovrò cambiare le mie abitudini alimentari?
  • Quali tipi di bevande posso bere?
  • Devo fare attività fisica? Se si, di che tipo?
  • Posso fare massaggi? Posso fare l’idromassaggio? Posso fare la sauna?
  • Posso tingermi i capelli?
  • Quali prodotti di bellezza posso utilizzare?
  • Posso usufruire di agevolazioni economiche?
  • Posso fare richiesta di invalidità?
  • Posso avere l’esenzione dal ticket?

Tutte queste domande non le ho fatte all’oncologo, mancavo di esperienza.

Le risposte che ho avuto alle poche domande che gli ho posto, le ho dimenticate all’uscita dallo studio.

Ho avuto la fortuna di avere con me la mia amica che per tutto il percorso è stata la mia agenda e il mio diario vivente.

Prendi spunto dalle mie domande. Ponile senza vergogna e senza timore.
Fatti accompagnare da qualcuno che possa aiutarti a ricordare le domande da fare e le risposte che ti saranno date e ti faccia sentire il suo calore.

In caso contrario se dovrai affrontare la visita da sola, ricordati che non sei mai da sola.

Ci sono tante altre donne che hanno la tua stessa patologia e solo pensandole ti farà sentire la loro comprensione e la loro vicinanza.

Sia che vai in compagnia, sia che vai da sola a fare la tua visita oncologica, organizzati con un diario di bordo dove puoi annotare il tuo percorso contro il tumore e festeggiare al termine della battaglia.

2 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Ciao, anche io otto mesi fa ho avuto la stessa diagnosi…Solo che ho dovuto fare mastectomia, quattro cicli di chemio e adesso sto facendo la cura ormonale. Ci sono domande che mi dimentico sempre di fare all’oncolivo, presa da altre cose… Ad es. massaggi ed idromassaggio si possono fare? Io non ho fatto massaggi, ma idromassaggio si qualche volta…

    Rispondi
    • Mariarosaria Russo
      Mariarosaria Russo dice:

      Ciao Laura, non essendo un oncologo non so risponderti per il tuo caso. A me, il mio oncologo, ha proibito di fare massaggi ed idromassaggi. Solo alla fine del 2018, dopo 5 anni dall’intervento, ho potuto fare massaggi per la cervicale.

      Rispondi

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