Vincere il cancro: la battaglia più importante si gioca dentro di te

Fotografie di Teresa Manna

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Esito mammografia

Nell’Ottobre 2012 andai a ritirare i risultati della mammografia da sola, perché pensai:

Se non mi hanno telefonata vuol dire che i risultati sono buoni, quindi posso andare tranquillamente da sola a ritirarli

Nella mia mente la mancata telefonata era un segno positivo, ma mi sbagliavo enormemente.

Quando diedi il mio cognome in accettazione, mi fu detto di aspettare.

Il direttore del centro voleva parlare con me. Doveva informarmi che c’era qualcosa di sospetto nel mio seno sinistro e che avrei dovuto praticare un agoaspirato.

Agoaspirato

Il medico che eseguì l’agoaspirato mi disse che se ci fossero stati dei problemi mi avrebbe subito chiamata. Quando lo fece ero per strada, pioveva.

Vidi sul cellulare il suo numero e capii che mi avrebbe dato brutte notizie. Con una mano mantenevo l’ombrello, con l’altro il cellulare. Mi disse di ritirare il referto e di farmi operare il  prima possibile.

Le mie lacrime iniziarono a confondersi con la pioggia. L’ombrello non mi copriva più, ero bagnata fradicia.

Inizio di un nuovo percorso

Iniziavo un altro percorso della mia vita. Un percorso lungo e tortuoso.

Perché stava capitando proprio a me? Ne sarei uscita? Come ne sarei uscita? Viva? Con il seno o senza? Con o senza capelli? Grassa o magra? Avrei dovuto fare la chemioterapia?

Intervento chirurgico

Il 21 Novembre 2012 fui sottoposta ad intervento chirurgico e ero pronta ad affrontare quel male oscuro che si era impossessato del mio corpo e a vincere il cancro.

A chi mi chiedeva se avevo paura dell’intervento, la mia risposta era no!
Non mi spaventavano  l’intervento e l’anestesia totale.

Mi terrorizzava quello che sarebbe successo dopo l’intervento.

Susseguirsi di immagini

Nella mia mente si susseguivano una serie di pensieri e di immagini negative.

Non mi davano tregua, per molto tempo non riuscivo a gestire i miei pensieri e le mie emozioni.

Mi spaventava scoprire la natura del carcinoma, le cure, la chemioterapia, la perdita dei miei capelli, il cambiamento del mio corpo.

Altre domande mi assillavano

Mi sarei accettata? Mio marito mi avrebbe accettata?  Mi avrebbero accettata gli altri? Avrei trovato nuovamente lavoro?

Dovevo affrontare un percorso fisico e psicologico difficile da vivere. Ne avrei avuta la forza?

La mia reazione dopo l’intervento

Dopo l’intervento non riuscivo a progettare la mia vita personale e professionale. Vivevo in una situazione di stallo.

Aspettavo ferma, senza reagire. Avrei accettato tutto perché mi sembrava non aver nessun potere per determinare il futuro. Del mio passato ricordavo solo i brutti momenti. Ero mai stata felice?

Mi lasciavo vivere, senza lavoro, vivendo alla giornata tra divano e letto, senza alcun progetto.

Sensi di colpa

Avevo un senso di colpa nei miei confronti per aver permesso a quel male di entrare in punta di piedi nella mia vita, avevo il timore di far del male ai miei cari e con il mio silenzio li volevo proteggere.

Da questa mia esperienza, ho imparato che per vincere il cancro dovevo cambiare il mio atteggiamento.

La prima cosa da fare per vincere il cancro al seno era quella di pormi le domande in modo diverso.

Erano state utili le domande che mi ero poste fino a quel momento per la mia guarigione fisica e mentale?

Invece di chiedermi: Perché è successo proprio a me? Guarirò?

Le domande che avrei dovuto pormi dovevano essere: Come fanno le altre persone a guarire? Come e cosa posso fare per combattere e vincere la battaglia contro il cancro? Cosa posso fare per vivere il cancro in serenità e vincerlo?

Avevo necessità di tendere ad una genuina e spontanea felicità, anche in questo momento così critico per me.

Non dovevo far finta che tutto andava bene, non dovevo negare la gravità della malattia, ma allo stesso tempo dovevo fare mia l’idea di poter migliorare.

Capivo che dovevo imparare ad essere ottimista, alimentare la mia speranza e le convinzioni di guarire e tendere alla pro attività.

Queste ultime avrebbero influito positivamente sui sintomi e sulla guarigione psicofisica.

L’incontro con la PNL e il Coaching

Questi 5 anni sono stati veramente duri. Solo negli ultimi due anni ho deciso di darmi una nuova opportunità. Ho dedicato il mio tempo alla mia crescita personale e professionale.

Ho appreso le strategie del coaching e della PNL. Queste strategie mi hanno permesso di  ripercorrere ogni momento della mia malattia e di pensare come avrei affrontato ogni situazione se in quel periodo fossi stata in possesso di queste tecniche.

Sicuramente avrei affrontato ogni istante diversamente, con più positività, con altri pensieri.

Ho capito che per vincere devo vivere come una donna che sta combattendo e vincendo la battaglia contro il cancro, non vivere come una donna che ha il cancro.

Grazie alle tecniche di PNL e del coaching, ho imparato a pensare in modo diverso.

Pensare non è un processo passivo. Pensare è un processo attivo, che porta la persona a raggiungere gli obiettivi desiderati.

Il mio obiettivo era ben formato: vivere e vincere il cancro.

Il pensiero positivo e attivo ha trasformato la mia vita. Quando si pensa  in modo diverso e si pongono le giuste domande, cominci a fare cose differenti e a provare nuove sensazioni.

Quando ho iniziato a pormi le domande giuste, ho iniziato a crearmi le giuste immagini nella mia mente. Se costruiamo immagini positive, generiamo sensazioni positive.

Un esercizio per superare i momenti più bui

Voglio condividere con voi un esercizio che mi ha aiutata nei momenti di sconforto durante la lotta contro il tumore.

Facciamolo insieme.

Se pronta? Fai un lungo respiro, rilassati e chiudi gli occhi.

  1. Pensa a un momento in cui ti sentivi magnificamente bene.
  2. Chiudi gli occhi e immagina quel momento nel modo più dettagliato possibile. Dai chiarezza all’immagine e volume ai suoni, rivivi tutte le sensazioni associate.
  3. Ora immagina di entrare fisicamente in quell’esperienza e di rivivere in quel ricordo come se l’evento stesse accadendo proprio in questo momento. Osserva quello che vedresti, ascolta ciò che sentiresti e prova le sensazioni piacevoli che proveresti. Se ti fa star bene, dai luminosità ai colori. Ricorda come respiravi in quel momento e respira allo stesso modo.
  4. Fai attenzione alla piacevole sensazione che provi a livello corporeo: scopri dove ha inizio, verso dove si porta e in quale direzione sta ruotando. Immagina di assumerne il controllo e falla girare sempre più velocemente, sempre più forte in tutto il corpo, mentre aumenta l’intensità.
  5. Pensa ad un momento, nel tuo futuro, in cui questa sensazione potrebbe tornarti utile quando lo sconforto della malattia prenderà il sopravvento.

Fai girare questa sensazione in tutto il corpo.

Cosa vedi, cosa senti, cosa provi.

Fai un respiro profondo. Apri gli occhi.

Come ti senti? Cosa provi?

Puoi svolgere questo esercizio ogni volta in cui provi la paura di non farcela, quando non ti accetterai per la trasformazione del tuo corpo, quando non ti amerai, quando ti chiuderai in te stessa, quando le cure e gli esami diagnostici ti spaventeranno.

Oltre a pensare positivo e a pormi le giuste domande, ho capito che per uscire vittoriosa dalla lotta contro il cancro, non bisogna chiudersi in se stesse, ma farsi aiutare. Farsi aiutare non è una vergogna, è un condividere con gli altri i nostri timori e le nostre debolezze.

Se vuoi condividere la tua esperienza con me, puoi contattarmi.

Ti ascolterò senza giudicarti, capiremo assieme cosa significa per te liberarti dal cancro al seno, quali sono le difficoltà che stai incontrando e tracceremo insieme una via verso la guarigione che desideri.

Perché la battaglia più importante si gioca dentro di te.

Ho realizzato per Te un Mini-corso gratuito I Primi 6 Passi per Riprenderti la Tua Vita“.

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